Ridicoli pensieri di mezza estate si affollano, racchiusi in quattro pareti d’acciaio.
Strana sensazione di pura e semplice felicità mista ad un’ambigua malinconia di ciò che
fu e che non potrà più essere. Immagini impazzite corrono avanti e indietro, saltano con
forza, energiche sfiorano dita troppo giovani e stanche e scappano ancora, lasciando
l 'amara sensazione della fugacità del tempo. Sorrisi e lacrime per un presente divenuto
passato molto in fretta. Miscela di paura, sconcerto, fluidità, indecisione che sconvolge
ogni singolo scoglio al suo passaggio, senza tregua, con freddezza, portando con sé deserti
di ghiaccio disteso su mucchi di polvere antica. Si colgono i passi di un’ombra senza
faccia uguale in mezzo alle altre, una delle tante che intraprendono strade nuove.
Il tarlo del dubbio prende piede nelle menti, niente è più sconcertante del non conoscere.
E nello sfarzo voluttuoso della novità si fa avanti l’oblio più totale: il tutto si dissolve
in una bolla di sapone...
...dimenticavo...il mio esame?
Bhè... 96...mi aspettavo di peggio...

