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    Indefinibile

                                         

                                                             

                                                

                                          Ridicoli pensieri di mezza estate si affollano, racchiusi in quattro pareti d’acciaio.

                                                     Strana sensazione di pura e semplice felicità mista ad un’ambigua malinconia di ciò che

                                                       fu e che non potrà più essere. Immagini impazzite corrono avanti e indietro, saltano con

                                                forza, energiche sfiorano dita troppo giovani e stanche e scappano ancora, lasciando

                                                  l 'amara sensazione della fugacità del tempo. Sorrisi e lacrime per un presente divenuto

                                                 passato molto in fretta. Miscela di paura, sconcerto, fluidità, indecisione che sconvolge

                                                    ogni singolo scoglio al suo passaggio, senza tregua, con freddezza, portando con sé deserti

                                                      di ghiaccio disteso su mucchi di polvere antica. Si colgono i passi di un’ombra senza

                                             faccia uguale in mezzo alle altre, una delle tante che intraprendono strade nuove.

                                                 Il tarlo del dubbio prende piede nelle menti, niente è più sconcertante del non conoscere.

                                            E nello sfarzo voluttuoso della novità si fa avanti l’oblio più totale: il tutto si dissolve

                                                       in una bolla di sapone...

       ...dimenticavo...il mio esame?

                                                                                            Bhè... 96...mi aspettavo di peggio... 

                                                  

                                    

     

    Ritratto al maschile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Assente, in un mare inquietante, lasci scorrere le parole sul tuo corpo come fossero frecce, ma tu non le senti. Sfiori gli sguardi alterati di passanti sconcertati e immagini di esser chiuso in un diamante: mille facce di te tutte deformate, nessuna è quella esatta. Vivi la tua vita stando appeso ad un filo, sfogliando le pagine del tuo destino; puoi solo andare avanti, ma ti sei bloccato alla pagina 25; resti sospeso a mezz’aria, ma quasi non te ne accorgi. Non parli, non ridi, non piangi, non ascolti, vuoi solo star chiuso nel tuo silenzio che ti trascina giù, sempre più giù, in un pozzo senza fine, pregustando la vendetta. Rivuoi gli anni tuoi, ma non hai la forza per riprenderli. Sei un parassita che vive di ricordi, vorresti un futuro ma non hai il coraggio, la forza, la volontà per costruirlo…se lo vuoi devi uccidere…altrimenti…bhè…continua a vegetare…